Recupero conservativo e funzionale del forte Eh. Albrecth (Forte Parona)

Studio di fattibilità per la ricognizione e la messa in sicurezza, a cura dell’Arch. Lino Vittorio BOZZETTO

Premessa

Tra i più originali centri urbani fortificati d’Europa, iscritti come Patrimonio culturale UNESCO (2002), si distingue Verona. Luogo già leggendario in Epoca antica (I sec. a.C.), munito da mura turrite, rinnovate da Teodorico (V sec.) e poi da Berengario (IX sec.), nel tardo Medioevo diviene la città fortificata sede capitale della Signoria scaligera (XIII-XIV secc.), con una grandiosa cinta muraria disposta sulle opposte rive dell’Adige, presidiata da ragguardevoli castelli urbani. Nel Cinquecento per opera del Sanmicheli viene rinnovata e trasformata in fortezza, dotata di moderni bastioni per l’artiglieria e di sontuose porte fortificate, specchio della magnificenza rinascimentale veneta. Dopo la devastazione delle mura eseguita dai francesi di Napoleone (1801), le fortificazioni di Verona sono restaurate in Epoca absburgica (1814-1866), per iniziativa del Feldmaresciallo Radetzky e secondo i disegni di Franz von Scholl. I lavori, iniziati nel 1833, procedono per ulteriori fasi tecnologiche dettate dal progresso balistico delle artiglierie e da fattori geopolitici: nel 1848-1850 (Linea dei Forti distaccati del I Campo trincerato); nel 1859-1861 (Linea dei Forti distaccati del II Campo trincerato); nel 1866 completamento della linea avanzata con forti semipermanenti. La città atesina diviene il centro nevralgico del leggendario Quadrilatero delle Piazzeforti (Verona, Peschiera, Legnago, Mantova), soprattutto dopo la perdita del territorio lombardo nel 1859. Nella lunga sequenza storica di quasi 20 secoli, Verona si distingue nel primato tecnico e artistico dell’architettura militare. Ancora oggi, come in un atlante dal vivo, nelle sue fortificazioni possiamo riconoscere le più originali testimonianze storiche di un’arte estinta.

Nella lunga sequenza storica di quasi 20 secoli, Verona si distingue nel primato tecnico e artistico dell’architettura militare. Ancora oggi, come in un atlante dal vivo, nelle sue fortificazioni possiamo riconoscere le più originali testimonianze storiche di un’arte estinta.

Il Forte Albrecht viene costruito nel terzo periodo edificatorio absburgico (1859-1860): in quest’opera di singolare bellezza d’impianto, per la simmetrica disposizione ottagonale, si ravvisa un modello compiuto di forte poligonale in sito pianeggiante, cardine terminale presso la riva fluviale, al quale sono assegnate molteplici funzioni di combattimento, nello schieramento fortificatorio avanzato di riva destra d’Adige.

La particolare importanza dell’opera si rileva dalla intitolazione all’arciduca Albrecht (1817-1882)1, vittorioso comandante nella battaglia di Custoza (24 Luglio 1866). Inoltre, non meno rilevante dal punto di vista storico, è la paternità progettuale sicuramente riferibile al capitano Daniel Salis-Soglio, ufficiale dell’Ingenieur-Corps, che compie in questo cantiere veronese, con ragguardevole esito, la sua prima opera fortificatoria. All’esordio fanno seguito i quattro forti avanzati di destra d’Adige ed i quattro forti distaccati della testa di ponte di Pastrengo (1861), ulteriori grandi prove architettoniche di Salis-Soglio, al suo tempo stimato tra i più prestigiosi fortificatori europei dell’Ottocento, oggi non più ricordato.